mercoledì 25 giugno 2008

Galleriadeltatuaggio & Gingerina

Una luce debole trapelava appena dalle vecchie imposte di legno marcio.
Chris si svegliò con una fitta lancinante alle tempie, come se qualcuno le avesse trapassate da un lato all’altro con un affilatissimo pugnale.
D’istinto si portò le mani alla testa, premendole forte sul cranio come fossero in grado di assorbire, e ripulire, quel violento disastro che alcool e marijuana avevano lasciato cosparso, a imbrattargli i sensi.
A fatica riprese piano le percezioni, stropicciandosi lento un occhio e gemendo sommessamente.
Dove cazzo era?
Il letto era scomodo e sudicio, e le lenzuola erano chiazzate di aloni gialli.
Sul comodino di finto noce laccato, una lattina promossa portacenere, traboccante di mozziconi, puzzava forte di filtri inceneriti.
E bottiglie.
Bottiglie dappertutto.
Di quelle mignon, che ti offrono sui voli di alta classe.
Whisky in porzione singola.
Non che fosse un uomo d’alta classe, abituato a volare il mondo.
Proprio tutt’altro.
Era un miserabile, un ladruncolo che saccheggiava le stazioni di servizio, arraffando spesso gli scaffali di liquori.
Misantropo, alcolizzato, in eterna polemica con Dio, aveva vissuto tutta la sua vita in condizioni precarie, gozzovigliando la vita a casaccio, al ritmo di sbornie suicide, dipendenze varie, vagabondaggi, coltelli puntati alla pancia, metadone, merda, treni merci, notti polverose, fottuti motel a ore a cavallo della donnaccia di strada di turno.
Aveva poco più di 35 anni, ma ne dimostrava almeno 60.
Aveva un corpo gracile e malato, e il suo sottile strato di pelle giallastra era tappezzato da tatuaggi sbiaditi, di diverse fogge.
Una mezza luna che fuma la pipa, una sproporzionata donna nuda dalla faccia triste e con in dosso un cappello da cowboy, una chitarra elettrica con le corde spezzate, un mezzobusto di Roberto Baggio, un po’ svaporato, con un tremolante 10 sul petto, due enormi maori a intingergli le gambe per intero, e poi un diavolo con la coda e le zampe di cavallo, un asso di spade, una scritta fitta fitta in qualche lingua astrusa.
Una grossa cicatrice sotto all’orecchio sinistro, malcelata da radi capelli giallini, gli era valsa il soprannome di Chris Lametta.
Nessuno sapeva quale storia si nascondesse, dietro a quella cicatrice, e lui non ne parlava mai con nessuno.
Questo gli valse la goffa leggenda di colui che, un bel giorno, si era rasato da sbronzo, nonostante tra gli estimatori si cianciasse invece riguardo a una violenta lite tra gang, finita a coltellate.
“Ma dove cazzo sono..” sibilò piano, tentando di riaffiorare dalla nebbia del suo torpido cervello, sempre massaggiandosi la faccia per riacquisire la realtà.
Mescolò gli occhi piano per la stanza, dirigendo lo sguardo verso l’unica flebile fonte di luce, che proveniva giusto dal fondo dei suoi piedi.
C’era puzza in quella stanza.
Puzza di cane bagnato, di fumo, di sesso cattivo.
Nel rimettere a fuoco la vista, piano gli si delineò una figura, dritta, immobile, davanti a lui.
Dapprima pensò che era tutto frutto della sua immaginazione, poi sgranò di più e prese a tracciarla meglio.
Ma da quanto tempo era lì?
E cosa stava facendo?
Scivolò lento con quei suoi occhi stretti su quelle linee in controluce. Era certamente una donna, con una morbida criniera biondo oro.
Era certamente una donna, in piedi, a gambe divaricate, in posa, a farsi disegnare i fianchi rotondi e le gambe sode dal filo di luce gentile alle sue spalle.
Era certamente una donna, che scoppiava fuori da una tutina nera, lucida, aderente, in perfetto stile cartone animato giapponese.
Una creatura tutta sesso, su tacchi alti e curve pericolose.
Un gran bel pezzo di carne fresca e soda.
Chris se ne stava lì, sperando di ricordare le fantastiche scene di sesso avvenute la notte prima, quasi certamente cancellate da un dannato sorso di troppo, quando lei fece piano un passo avanti, uscendo dal buio e immergendosi in quell’unico flebile tubo di luce.
“Ehi.. ma che cazzo..” sbottò lui spalancando a palla gli occhi azzurri trasparenti.
La donna impugnava una pistola calibro 9, con entrambe le mani, e stava puntando dritto contro di lui.
Chris fece per tirarsi su dal letto, ma il suo cervello non consegnava i comandi giusti a un corpo che, scomposto e affaticato, rantolava in un paio di boxer sbrindellati, su di un materasso logoro, senza alcuna direzione.
La donna, che sapeva di avere su di lui, sbronzo e strafatto, il vantaggio della lucidità, continuava a rimanere immobile a pochi centimetri dal suo naso senza perdere un secondo il bersaglio.
“Ehi, ehi..”, rantolò Chris, come per prendere tempo mentre tentava di allungare le gambe e di mettersi a sedere “non scherziamo, dai”.
In qualche modo Chris riuscì a mettersi a sedere e ad avere chiara la situazione.
Si accorse, d’un tratto, di non provare né stupore, né paura e parlò con voce ferma.
“Ti posso assicurare, tesoro, che non è la prima volta..”
“Strano, avrei giurato il contrario, stanotte” fece subito eco lei con voce calda e pulita.
Chris rise e, ostentando disinvoltura, si affacciò al comodino e impugnò il pacco di Marlboro morbide.
Con una schicchera sul fondo molle, fece scattare fuori una signorina odorosa e, portando lento il pacchetto verso la bocca, imboccò il filtro con l’atteggiamento virile da attore anni ’60.
Tirò una boccata potente e la testa gli girò forte, al punto che dovette chiudere un attimo gli occhi, espirando.
“Mi riferivo al fatto che non è la prima volta che capita mi puntino un’arma addosso, cara”, continuò cadenzato.
“Eri così strafatto che sei svenuto prima di riuscire a scoparmi come si deve, stanotte”, ribattè seria, senza dargli corda.
“E per questo vuoi uccidermi?”, rise lui fra i potenti colpi di tosse catarrosa.
“No, io ti ucciderò perché io vi ucciderò tutti”.
Chris non codificava affatto le parole di questa donna dal corpo di burro e gli occhi di ghiaccio.
Chi era?
Da dove era spuntata fuori?
L’aveva rimorchiata al pub?
E com’era possibile l’avesse fatta incazzare tanto?
“Non ti ricordi un cazzo, eh?” disse lei.
“Dannato ubriacone”, sentenziò.
“No, in effetti no”, confermò lui placido grattandosi le palle.
“Ha fatto tanto il figo e ora non ricorda un cazzo, lo stronzo”, pensò ad alta voce lei con tono irritato.
“Mi hai caricato sulla tua merdosissima Diane azzurra, perché volevi scopare, non ricordi nemmeno questo?”, lo incalzò.
Chris rimase in silenzio come in attesa che proseguisse per delineare la storia e rispolverargliela dalla nebbia che aleggiava nell’alcool non ancora smaltito.
Spense il mozzicone sulla montagnola stracolma di mozziconi, sparpagliando cenere ovunque e sollevando quello stagnante odore di fumo morto.
Poi diresse di nuovo gli occhi su di lei, splendida e demoniaca.
“Pensavi di ingannarmi con i tuoi discorsi da donnaiolo da quattro soldi, con i tuoi sogni da visionario.. lui che vuole arrampicarsi sulla Luna da una montagna di Cadillac, vuole reincarnarsi tartaruga, vuole andare a vivere in Alaska, dove un esquimese riesce a pescare un halibut per la sua famiglia...Credevi davvero di ingannarmi, non è vero?”, tuonò lei tremandogli la pistola sulla faccia.
Chris faceva scivolare lento le dita sotto al cuscino informe di piume morte, mentre la osservava diventare paonazza e idrofoba.
All’inspiegabile calma di poco prima, ora seguiva un terribile attacco di ira e di odio.
Chris sembrava esserne la causa diretta.
Doveva stare molto attento, ma stava recuperando in fretta i suoi riflessi e non sarebbe certo morto in quello schifo di motel, che puzzava di piscio, per mano di una bionda psicopatica.
“Me l’hai detto tu, non ricordi?...-ringhiò ancora la bionda con la pistola- “Affinché alcuni sogni sopravvivano, altri sono costretti a morire... Beh, io ho il fottuto sogno di essere scopata come Dio comanda, dimmi ora, dimmelo!, chiedo troppo? Mai che trovi un dannato figlio di puttana disposto a farmi credere che esista, qualcuno in grado di farlo!
Solo illusioni, e botte, e pianti, e poi crollate tutti come bambini sazi di zucchero!
E allora io... Io devo spazzarvi via da questo mondo, che tanto.. che ci state a fare.
Inutili parassiti dispensatori di cazzate a buon mercato, millantatori da film di quart’ordine...”
Chris continuava a scivolare piano verso l’angolo del cuscino, mentre la donna con la pistola sbavava come una cagna rabbiosa.
Più rapido di un fulmine che squarcia il cielo, senza preavviso e senza rumore, Chris d’un tratto le drizzò contro il braccio che impugnava la sua fedele Beretta semiautomatica, leggera e compatta.
“E quella da dove cazzo sbuca?”, bofonchiò stupita la donna, ridimensionando i volumi, come se il castello di carte che si era costruita con precisione nella testa stesse crollando irrefrenabilmente sotto ai suoi occhi impotenti.
Lui le sorrise solo, senza dire nulla.
Poi, dopo alcuni secondi interminabili ad armi puntate addosso, lui chiuse il cerchio.
“E così tu saresti la Mantide, eh? Ho sentito parlare di te, in galera.
La donna che dopo l’accoppiamento divora il maschio, con i suoi affusolati denti di piombo sparati dalla sua calibro 9...”
“Credevo fossi leggenda” disse trafiggendole gli occhi con il suo iride azzurro, “ora lo diventerai sicuramente”, concluse come per sancire la fine di quel discorso acquoso e inconcludente.
Poi, Chris, premette il grilletto dritto su quella faccia da troia.
Nessun suono assordante.
Nessun dipinto astratto carminio istantaneo, sulla parete dietro.
Solo il “clack” di una Beretta scarica.
Poi, nemmeno il tempo di stupirsi, nemmeno il tempo di ricordare quando aveva sparato l’ultimo proiettile, che il suo sangue, e il suo cervello odoroso di whisky, dipinsero un meraviglioso astratto carminio istantaneo sulla parete est della stanza 30.
Sfortunatamente, Chris, non avrebbe mai potuto ammirarlo.


(Galleriadeltatuaggio si legge, soprattutto, qui.
Gingerina si legge, soprattutto, qui)

2 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

wow, scrivete bene! splatter...ma perchè questa tipa non si trova un uomo fisicamente sano che magari ci riesce a scoparsela? :P

Gingerina ha detto...

ACP:
ehehe, hai ragione ;)
ma.. chissà.. forse è solo un pretesto per spazzare dal mondo la feccia inutile.. e il suo godimento sta proprio nell'ammazzare le sue prede.. :)