venerdì 16 maggio 2008

Sole d'Autunno

“Svegliaaaaaaa!!” Ho ancora gli occhi chiusi ma sento lo speaker della radio sbraitare una cosa come "...e a chi ci sta ascoltando da ancora sotto le coperte.. forza, pigroni, giù dal letto che il sole è alto...".
Allungo un braccio fuori dal lenzuolo e lo zittisco. Chissenefrega se il sole è alto, io voglio rimanere a dormire e cacciare via questo sottile mal di testa.
Etciù! Etciù! Etciù! Etciù!
Dannazione come odio gli starnuti a ripetizione.
Accendo la luce sul comodino. Le 7. Una giornata come tante altre che inizia. Devo sbrigarmi se fra un'ora voglio essere in studio. Chissà come se la riderà la Susy quando le racconterò il sogno che ho fatto stanotte. 3.124.750 euro vinti al lotto. Magari avessi una simile botta di culo una volta tanto. E invece niente. Io non mi smentisco mai, nemmeno 1 euro al gratta e vinci ho mai vinto.
7.10, seconda sveglia "...e ora diamo la linea alla redazione per le news. Buon giorno e ben ritrovati da Cla..."
Click. Ok, per oggi niente brutte notizie di prima mattina.
Mi alzo e mi dirigo verso il bagno ma non sono nemmeno a metà del corridoio che squilla il telefono. Ma chi è a quest ora? Cosa c'è? Cosa c'è??
"Pronto"
"Hei... ciao Mire, sono la mamma..."
"Mamma che c'è? E' successo qualcosa?"
"Ehm... no... cioè, veramente si... Tuo padre è appena rientrato con il giornale e..."
"E?"
"In prima pagina... 3.124.750 euro vinti in provincia di Trento. Ecco i numeri vin..."
"Mamma, non vorrai stare qui a leggermi tutto il giornale..."
"Un attimoo!! Mi fai parlare? Dicevo: Ecco i numeri vincenti, giocati sulla ruota di Roma 2 40 43 52 84... Mire, sono proprio quelli che mi avevi detto tu ieri a pranzo... Mi spiace davvero tanto che tu non abbia fatto in tempo a giocarli. In quello studio ti fanno lavorare troppo. E’ stato davvero un peccato ma sarà per un'altra volta. Stavolta è andata così. Non te la devi prendere trop..."
"Si, mamma, hai ragione... Ora scusami ma devo lasciarti altrimenti faccio tardi al lavoro. Questo ho e me lo devo tenere stretto"
"Hai ragione, si. Ti aspetto a pranzo. Ciao tesoro"
"Ciao ma'"
Finalmente torno a dirigermi verso il bagno. Mentre mi osservo gli occhi appesantiti nello specchio ingranditore, allungo una mano verso il primo cassetto alla ricerca della fascia per capelli.
Senza distogliere lo sguardo dallo specchio continuo a tastare nel cassetto ma visto che non la trovo mi volto, chiudo il primo cassetto e apro il secondo ed è allora che vedo il tagliandino arancione. Sulla cassettiera.
Un tagliandino del lotto.
Allungo la mano un filino tremante, lo avvicino agli occhi.
Ora ricordo: le 19.00, la telefonata alla mamma per dire che facevo tardi in studio, la schedina del lotto da giocare sulla scrivania accanto al citofono, le 19.27, l’ultimo cliente del dottor Grimaldi che esce. Io che prendo la giacca, la corsa, le scale, i tacchi, il portone, la strada. L’acquazzone, il parcheggio. In salvo verso la twingo o verso la ricevitoria dall’altra parte della strada? In macchina al volo, mi sento rispondere… ma le mie gambe hanno già preso una direzione diversa... Ennio che sta per prepararsi a chiudere la serranda, io che entro appena in tempo.
“Sono ancora in tempo per una giocata al lotto?”
“Si, il terminal segna ancora le 19.29”
“Ecco” dico ad Ennio allungandogli la schedina attraverso la mezzaluna nel vetro. Esita un attimo che mi sembra un’eternità... devo essere un mostro a vedersi, in effetti. Zuppa d’acqua, con i capelli appiccicati alla faccia, i vestiti bagnati, gli occhi rigati di nero... Devo decidermi a comprare un mascara waterproof…
“Tre euro e cinquanta”
“Ecco qui. Grazie Ennio. Arrivederci”
Io che riattraverso la strada, la twingo, le chiavi che quando è il momento non si trovano mai. Chissenefrega che tanto ormai più zuppa di così... La sbarra del parcheggio, il traffico, il portone, le scale, le chiavi del mio appartamento.
Infreddolita mi spoglio lasciando cadere tutti gli indumenti sul pavimento del bagno, la doccia bollente, l’acqua che bolle, il riso integrale.
Il televideo, la pagina 591, Roma, 2 40 43 52 84…
Non era un sogno. Non era un sogno!!
Corro in cucina e sollevo la cornetta.
Seleziono la chiamata rapida.
Il mio viaggio intorno al mondo, una macchina nuova per il papà, una villetta con il giardino per me, una per i miei.
“Mamma...”


(Sole d'Autunno si legge soprattutto qui)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

evvaaaaaaaaaaaai^__^