C’è poca luce nella stanza, in questa stanza vuota, in questo enorme letto morbido caldo, comodo, a farmi compagnia solo questo cuscino, che sto tenendo stretto fra le mie braccia.
C’è un silenzio quasi assordante, deve essere una bella giornata fuori, di quelle con il sole tiepido, che ti scaldano il viso, ma non so come, non ho nessuna voglia di alzarmi.
“Zitti, zitti, c’è il telegiornale...” grida una voce nella stanza a fianco, allora non sono da sola, c’è qualcuno di là, la sveglia segna le 13.00, ma quanto ho dormito, e perché nessuno mi ha svegliato?
Forse è meglio che mi alzo, ma che giorno è oggi, non dovevo andare a scuola? Tento di scendere dal letto nella penombra della stanza, un dolore lancinante alla testa, vedo tutto girare, forse è meglio che mi distendo anzi no, meglio mangiar qualcosa forse. Ho ancora addosso i vestiti, ed ho dormito in camera dei miei, perché non nella mia? Perché non riesco a ricordare cosa sia successo?
Apro la porta, sento dei bisbiglii, dei singhiozzi, mi affaccio sulla porta della cucina, quanta gente c’è? Sono tutti seduti intorno al tavolo, le loro gambe non riescono a stare ferme un attimo, continuano a muoversi in un dondolio incessante, come il loro singhiozzare e il loro ripetere “Perché, perché?”
Nessuno si è accorto della mia presenza, mia madre si sta continuando a versare del caffè in quella tazzina, versa e beve, versa e beve, quasi un movimento automatico, e ora... Ma cosa fa, non si accorge che la tazza è piena, ma dove guarda, non lo sa nemmeno lei cosa sta fissando, o forse sì, ma il caffè sta gocciolando...
“Mamma, mamma, dai qui, pulisco io...” Ma nulla, non mi vede, ha la faccia troppo pallida e i capelli così tirati... Dove ha dormito stanotte, o forse non ha chiuso occhio? Mi siedo sull’unica sedia libera, sposto il giornale, lo appoggio sulle mie gambe, gli do un occhiata veloce, era quello che volevo fare, ma i miei occhi non si muovono oltre quella notizia, era del giorno prima... Il titolo, la foto, non facevo che leggere e guardare lì in prima pagina.
“No, il giornale, no! Vabbè che non sai leggere, ma è meglio di no, non devi guardare!”
Finalmente qualcuno si era accorto di me, ma era troppo tardi. Vado in prima, sì, ma so leggere benissimo, sono la più brava della mia classe. Ora posso tornare a dormire e a tener stretto quel cuscino. Si stava così bene in quel letto, e se domani non ricorderò qualcosa, farò in modo di continuare a non ricordare…
(LaLuMoon si legge soprattutto qui)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
2 commenti:
scrivere ti aiuterà
anonimo
scrivere in cosa mi dovrebbe aiutare?..
Posta un commento