Lui non baciava mai due volte la stessa donna.
Era un tipo da primo bacio.
Poi basta.
Quando succedeva, il mattino dopo lui si eclissava.
Spariva completamente diventando assolutamente irrintracciabile, lasciando dietro a sé indirizzi sconosciuti, cellulari irraggiungibili, innocenti promesse non mantenute.
Ansie di ragazze riaccompagnate a casa dopo un’incantevole serata e non più in grado di dare un futuro a sogni dolcemente accarezzati prima di addormentarsi e smarrimento di sguardi che, sognanti al chiaro di luna, brancolano smarriti nella cruda realtà del giorno dopo.
Tutto questo un po’ gli dispiaceva ma sapeva di non avere altra scelta.
Per lui era come una necessità, un bisogno primario, una droga.
L’energia che ogni primo bacio riesce a sprigionare, quel fantasmagorico caleidoscopio di ineguagliabili emozioni e sensazioni non sarebbe stato più possibile replicarlo.
Era quello il momento in cui le donne si concedevano di smettere quella maschera che socialmente erano obbligate ad indossare e che finiva per appiattirle, renderle tutte simili, se non in fin dei conti uguali. Si scioglievano, si abbandonavano, ridiventavano se stesse, infiniti mondi ognuno diverso dall’altro e ognuno a suo modo bellissimo.
A volte ci voleva qualche secondo per ottenere questa magia ma alla fine la resa arrivava puntuale.
Anche perché lui baciava benissimo. Quel che va detto, va detto.
Baci lunghi, infiniti, baci corti, baci chiusi, baci aperti, baci morbidi o senza labbra, baci spaventati, baci spavaldi, baci discreti, baci rubati, baci impetuosi, baci dati con infinito trasporto o timidamente fugaci, umidi e perfino aridi, baci immobili o continuamente in movimento. Non v’era tipo di bacio che non avesse provato e, se non aveva una sua particolare preferenza, ad essere sinceri ricordava con affetto i baci avuti da un paio di ragazze un po’ bruttine che, forse proprio per questo, gli avevano restituito una riconoscenza e una gratitudine che raramente aveva incontrato.
I baci li ricordava tutti. Perfettamente. In ogni loro più piccola sfumatura di morbidezza, sapore e intensità. Aveva un’esperienza tale da riuscire, nel trasporto emozionale che ogni volta lo estasiava, ad analizzarli nel più piccolo dettaglio. E quando li ricordava si sentiva avvampare nuovamente. Come la prima volta, appunto.
Spesso si era considerato alla stregua di un collezionista che con beata e orgogliosa soddisfazione contempla delle splendide opere d’arte ma forse si sentiva anche un po’ cacciatore, ma non di aquiloni che quella è roba da ragazzini, perché in fondo non v’è preda più dolce e gratificante di una donna che per la prima volta si concede per mezzo delle sue labbra.
Era assolutamente convinto che nessun secondo bacio al mondo potesse eguagliare l’esplosione di emozioni e sensazioni contenute in un primo bacio.
Il secondo bacio avrebbe rovinato tutto.
Era per questo che non baciava mai la stessa donna due volte.
La città era molto grande e non lo spaventava un’eventuale carenza di baci e neppure la possibilità di rincontrare casualmente per via una delle sue ex-primobacio. Ciononostante, si era trovato un paio di volte a dover seminare delle donne particolarmente intraprendenti, intraprendenti come i primi baci che gli avevano appena dato, che lo pedinarono per scoprire dove abitasse. Queste eventuali sorprese non erano del tipo che preferiva e così dovette acquisire una discreta abilità ad infilare la prima finta porta di casa a disposizione. Attendeva paziente il dileguarsi della soddisfatta detective e poi se ne andava.
La sua tecnica preferita consisteva nel condurre la serata attraverso un corteggiamento attentamente studiato in ogni dettaglio e condotto perché ci si ritrovasse nella più classica delle situazione del “bacio della buonanotte”. In questo modo, in macchina o sull’uscio di casa, poteva portare a compimento la sua missione e un attimo dopo svanire nel nulla evitando qualsiasi ulteriore complicazione.
Ma non sempre andava così.
Una volta era successo che, ad un secondo appuntamento, una giovincella particolarmente smaliziata lo avesse abbracciato davanti al ristorante in cui le aveva dato appuntamento e lungamente baciato prima di entrare. A quel punto il rischio di un secondo bacio era stato talmente grande che, con la scusa del bagno, cinque minuti dopo lui si era alzato dal tavolo e aveva infilato l’uscita piantandola lì.
Un’altra volta era successo a Venezia, dopo circa una settimana che si frequentavano e sempre per iniziativa di lei che poi fini sola a dar da mangiare ai piccioni mentre lui svicolava fra le calli.
Ma mai come quando, alle prese con una donna un po’ avanti con l’età, profondamente religiosa e di solidissimi principi morali, il corteggiamento si trascinò così a lungo da far sì che si frequentarono per mesi e mesi. Fu introdotto nella sua famiglia e presentato come accompagnatore ufficiale e dopo innumerevoli serate passate a guardare la tv sul divano assieme ai suoi o a giocare a tombola o ad addobbare l’albero di Natale, una sera a cena, subito dopo il dessert, il padre di lei si alzò e manifestandosi come aspirante futuro suocero dichiarò tutta la sua felicità prendendo l’iniziativa di fissare una data per la festa di fidanzamento della figlia con questo gran bravo ed onesto uomo che il destino aveva condotto sotto il loro tetto.
Quella sera, quando si salutarono sulla porta di casa, lei arrossì molto sfoderando un’ardimento che mai si era riconosciuta prima ed acconsentì a baciarlo. Fu dolcissima, nella sua tremante timidezza.
Il mattino dopo lui sparì.
C’era un’unica regola che rispettava sempre e considerava assolutamente inderogabile: non baciava mai al primo appuntamento!
Lui sosteneva che baciare al primo appuntamento era da conquistatori, da tacca sulla cintura e che in quel modo si mancava di rispetto alle donne che, anche nei casi più emancipati e “moderni”, conservano sempre in fondo al cuore quel dolce romanticismo che chiede gentilezza ed onestà nel corteggiamento.
Lui sosteneva.
Ma lui per primo sapeva che questa regola serviva in realtà per metterlo al riparo dal rischio più grande, da quel bacio che, se dato al primo appuntamento, avrebbe potuto rivelarsi come Il Bacio… e che avrebbe molto probabilmente fatto rima con amore mettendo fine al tutto.
E di ciò aveva un po’ paura.
Ora, il mattino dopo, non si sentiva così spaventato mentre stava diritto al cospetto del grande portone in cui lei era entrata la sera prima.
Si, l’aveva seguita.
Non aveva potuto farne a meno dopo averla salutata, al centro della grande piazza poco distante, con un lungo e caldissimo primo bacio… dato al primo appuntamento, appunto.
Non si ricordava bene come fosse successo. Non si ricordava nemmeno quando aveva deciso di infrangere la più sacra delle sue regole.
Si ricordava solo che dopo averla lasciata il suo animo era tranquillo come mai prima, che il suo pensiero ipnotizzato la stava seguendo prima ancora che i suoi piedi muovessero un passo.
Ora doveva scegliere.
Scegliere se considerare il tutto come un’irripetibile eccezione e volgere gli occhi sulle labbra di un’altra donna o porre fine al tutto scegliendo di entrare.
Dentro di lui, si stupì, non aveva paura di un secondo bacio di lei. In qualche modo sapeva che tutti i suoi baci sarebbero stati fantastici come il primo e forse anche di più, svelandogli così un mondo che finora non conosceva.
Forse è proprio questo l’amore, si disse.
Aprì il portone e con passo deciso entrò.
Quando uscì nuovamente sulla strada il sole del mattino lo colpì in pieno facendogli volgere il viso e socchiudere gli occhi.
Si sentì rimescolare un po’ ripensando all’androne scuro che si apriva su un cortile completamente abbandonato la cui unica presenza erano delle vecchie cataste di legname marcio e ammuffito.
Al collezionista collezionato o al cacciatore cacciato, come vi piace pensarlo, rimaneva ormai un’unica certezza.
Non avrebbe mai più baciato nessun’altra donna.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
3 commenti:
"..Ma mai come quando, alle prese con una donna un po’ avanti con l’età..
..si frequentarono per mesi e mesi.. innumerevoli serate passate a guardare la tv sul divano assieme ai suoi o a giocare a tombola o ad addobbare l’albero di Natale..
..si salutarono sulla porta di casa, lei arrossì molto sfoderando un’ardimento che mai si era riconosciuta prima ed acconsentì a baciarlo. Fu dolcissima, nella sua tremante timidezza.
Il mattino dopo lui sparì."
grandissimo figlio di puttana, direi.
c'è da augurargli che quell'ultima magia di donna sparisca lei, stavolta.
"non avrebbe mai più baciato nessun'altra donna" si, ma perchè non l'avrebbe mai più rivista e le altre non avrebbero significato mai più niente.
solo così ci sto.
:)))
bello, mi piace.
blogex
^__^
sei molto bravo a descrivere i tuoi stati d'animo
Lucy
Posta un commento