lunedì 19 maggio 2008

Blogexperiment

Avevo accumulato rabbia tutto il giorno.
Piccoli bocconi di rabbia che avevo dovuto deglutire gia’ dalla colazione.
Biscotti e fette biscottate erano finiti, non c’era nemmeno del pane del giorno prima in casa, ma in fondo non mi dispiaceva, avevo la scusa per concedermi un cappuccio e una brioche al bar.
A meta’ cappuccino, e’ entrato lui, Andrea, con una nuova spalmata addosso. Aveva una faccia da troia, lei. Lui, invece, da bravo figlio di, ha fatto finta di non vedermi. Ho trangugiato quanto restava nella tazza, ustionandomi, ho cercato di pagare in fretta e andarmene da li’, ma la padrona del bar mi ha attaccato un bottone che non finiva piu’, chiedendomi perche’ e percome avessi lasciato li’ la brioche intatta. Per tagliar corto, le ho detto che ero in ritardo e che la brioche l’avevo scordata, poteva gentilmente metterla in un sacchettino da portar via?
Intanto lui, tranquillo e rilassato, a raccontarsela con la tipa, seduti ad un tavolino, come due in vacanza.

A morsi, li avrei presi, e invece potevo mordere ferocemente solo la brioche, sul metro’, anche se mi sembrava di masticare carta riciclata. Il croissant, per rappresaglia, si e’ lasciato andare a tradimento, con il subdolo intento di sporcarmi la camicia.
Certo che avrei preferito doverla buttare per l’impossibilita’ di togliere tracce di sangue e non di crema, cotta, come la seta della camicia, l’incubo di ogni tintoria.
Furente e impataccata ho affrontato la mattina tra un reflusso gastroesofageo, il rischio di un travaso di bile e i rimproveri del mio capo, per i continui errori.
Il pranzo, poi, l’ho saltato e sono rimasta al pc per rimediare ai danni fatti e per seviziare una vecchia foto di Andrea con photoshop, una copia, ovvio, l’originale me lo tengo da parte per nuove torture.
Verso le 3 e’ arrivata, radiosa, la collega nuova della contabilita’, munita di enorme bomboniera in limoges e cucchiaino
d'argento per distribuire, soave, confetti a destra e a manca, per poi sfarfallare, leggiadra, nell’ufficio accanto.
Appena uscita, Marco il malefico non si e’ fatto sfuggire l’occasione ghiotta e ha iniziato a fare uno dei suoi soliti teatrini a mie spese, scaricandomi a raffica battute cretine sullo zitellaggio a vita. Gli altri colleghi tutti li’ a rincarare e a ridere piegati in due e io zitta, concentrata a cercare sul sito aziendale la foto di Marco per farle fare la stessa fine di quella di Andrea, o meglio ancora, stamparla e appenderla in bacheca con due puntine da disegno conficcate negli occhi.
Per tirare a fine orario, cercavo di pensare alla pizzata con Cristina, programmata per quella sera. Almeno avrei potuto un po’ sfogarmi con un’amica. Invece poi anche quella piccola consolazione e’ svanita: Cristina mi ha chiamata dicendomi che il suo bimbo aveva la febbre.
Che poi, che appena un bambino abbia due linee di febbre si debba fermare il mondo, proprio non lo capisco. Insomma, ha un padre quel bambino, sara’ ben in grado di dare un po’ di tachipirina anche lui, no?!
A quel punto, stavo ormai tornando a casa, rassegnata ad una triste serata davanti alla tivu’, quando per strada, due ghignanti ragazzette mi hanno rifilato un volantino con una faccia da presa per il culo che meta’ bastava: “Inaugurazione dell’Hypnose Disco Pub – Ingresso e consumazione gratis per le ragazze”.
Eh si’, l’ennesimo sberleffo, di certo pensavano che dare il volantino a me fosse proprio ridicolo, non ero tipo da disco pub ma piu’ da corso di ricamo nell’oratorio della vicina parrocchia, come insegnante, ovvio, vista l’eta’.
Questa piccola malignita’, a fine giornata, mi ha fatto scattare qualcosa, in un altro momento avrei buttato il volantino e non ci avrei pensato piu’, invece, per una volta, ho agito d’impulso e sono entrata nella prima boutique decente di zona e ho detto alla commessa, mai vista prima: “Stasera vado in un dico pub, trovami qualcosa di adatto.”
Gia’ da quella battuta c’era da non riconoscermi, figurati quando poi mi sono vista nello specchio! Ero sexy, aggressiva, una macchina da guerra. Non ho permesso a nessun dubbio di insinuarsi nella mia mente, sono tornata a casa, ho fatto la doccia, ho acconciato i capelli e mi sono truccata, colori forti, tinte di terra e sangue. Ho rimesso i vestiti appena acquistati e, quando e’ arrivata l’ora, ho chiamato un taxi e mi sono fatta portare all’Hypnose.
Appena entrata mi e’ crollato il mondo addosso. Erano tutti, ma proprio tutti tutti, giovani, dai dieci ai vent’anni meno di me. Mi sono sentita improvvisamente fuori posto, ridicola, anzi, patetica. Uscire subito sarebbe stato peggio, cosi’ mi sono arrampicata su uno sgabello del bancone e ho ordinato l’unico cocktail di cui mi ricordavo il nome: un Alexander. Il ventenne al banco mi ha guardata male e poi e’ andato a consultare un ricettario per barman e ha iniziato a pastrugnare con bottiglie e shaker. La cosa ha finito per attirare l’attenzione di tutti gli astanti che, a giudicare dai grossi boccali o dalle bottigliette di birra che avevano in mano, dovevano aver visto preparare un cocktail solo nei film. L’Alexander io me lo ricordavo dolce, questo era soprattutto alcolico, parecchio alcolico, senza nessuna traccia di crema al cacao. Mi sono rassegnata a sorseggiarlo lentamente, non volendo rischiare un colpo. scolandomelo d’un fiato, e, confesso, che sorso dopo sorso, ci prendevo gusto e mi sentivo meno vecchia e sbagliata. Tanto che quando, a tre quarti del bicchiere (che piu’ che da Alexander era da beverone estivo!), mi si e’ avvicinato un ragazzo e ha iniziato ad attaccar discorso, non l’ho neanche trovato strano. Lui era molto carino, sia nel fisico, sia nei modi. Mi ha fatto un sacco di complimenti per i miei occhi, per il vestito e poi, col procedere della serata, anche piu’ audaci, sulla mia scollatura, sulle gambe… Abbiamo persino ballato, io all’inizio non volevo. ma lui mi ha mostrato come muovermi ed era veramente divertente, ridevo, ridevo, dio quanto ho riso quella sera! Poi mi ha chiesto se poteva riaccompagnarmi a casa e in macchina ci siamo baciati. E’ stato molto emozionante. Abbiamo parlato almeno mezz’ora e poi dispiaceva ad entrambi lasciarci, cosi’, l’ho fatto salire. Sapevo che saremmo finiti a letto e lo volevo. E’ stato grandioso! Attento al mio piacere, continuava a chiedermi cosa volevo che facesse e se andava bene, tenero ma forte, fantasioso ma rispettoso, insomma, perfetto. Felice e appagata, mi sono addormentata tra le sue braccia, pensando che non ero mai stata con un uomo piu’ giovane e che se erano tutti cosi’ mi ero persa davvero qualcosa.
Il mattino dopo mi sono svegliata da sola. Accanto a me un biglietto:
“Scusa se me ne vado senza salutare ma stai dormendo cosi’ bene e sarebbe un delitto svegliarti.
Mi spiace, non avevamo pattuito un prezzo, quindi ho preso solo 100 €, anche se la mia tariffa abituale e’ di 150, spero lo troverai congruo. Ti lascio i mio telefono, se non sei soddisfatta, posso ridarti i soldi, se invece lo sei, posso farti passare altre notti come quella di ieri.
Un bacio. Ricky”

Puoi immaginare come ci sia rimasta. Ho pianto, grosse lacrime di rabbia come non ne piangevo da quando Andrea mi ha piantata, ho scagliato il cuscino contro la parete e ho anche rotto l’abat-jour. Poi mi sono calmata, ci ho riflettuto bene e ho capito che, alla fine, Ricky era stato onesto. Avrebbe potuto derubarmi, invece aveva preso solo il giusto. Aveva fatto conoscere il prodotto, offerto un servizio senza difetti e preso il suo compenso, congruo. Pensandoci e ripensandoci, ho finito per fare due conti, e mi sono detta: non fumo, non ho vizi, 150 € per me li posso spendere, una volta al mese. C’e’ chi va in beauty farm …
Infatti l’ho richiamato, due, anzi, tre volte, non e’ stato neanche imbarazzante, lui e’ davvero bravissimo a metterti a tuo agio, anche al momento di pagare. A proposito, ho insistito io per pagarlo appena passa a prendermi, preferisco cosi’ piuttosto che quando va via, il mattino dopo.

Ah, se vuoi, ti passo il numero, vale davvero la spesa.


(Blogexperiment si legge soprattutto qui)

5 commenti:

Nadir ha detto...

ben scritto :-)

Anonimo ha detto...

Bellino. Davvero molto bellino.
Complimenti...anche a Ricky.

Anonimo ha detto...

grazie :)

grazie... presentero'.

blogex

Anonimo ha detto...

allora i baldi giovani che mi mandi li paghi tu????????!!!!!!!!!!
^__^
Lucy

Anonimo ha detto...

ehm, se dici a me, no, non li pago io, cmq se scopri chi e' il generoso sponsor, dagli pure i miei riferimenti :)