martedì 20 maggio 2008

Alzata con Pugno #2

Adesso c’è da chiamare tutti. Amici, parenti, visto che più tardi di domani mattina il funerale non si può fare, e c’è gente che sicuramente vorrà venire anche da fuori, ma fa già caldo, più tardi di domani mattina non è il caso, e poi così facciamo passare le 24 ore canoniche, che speriamo che non sia in morte apparente sennò non abbiamo risolto niente. Non avrebbe risolto niente, dato che ha fatto tutto da se. Certo, ne avrà ingoiate di pillole, dato che certe volte se ne prendeva anche dieci e non le facevano niente, al massimo una dormitona di un giorno intero e poi ricominciava il bordello.
Mi piace pensare che l’abbia fatto per me, per liberarmi da lei, che mi amava così tanto da non sopportare che io mi rovinassi la vita per lei, che continuassi a soffrire le sue fasi maniacali.
Quante volte l’aveva minacciato? Quando era tranquilla la buttavo a scherzo, le dicevo “va bene mà, però non ti sparare in testa che poi devo togliere tutto il cervello e le schifezze dai muri, non ti tagliare le vene perché ci stai troppo tempo a morire, non ti impiccare che i lampadai sono appesi con lo sputo e finirebbero per venire giù e poi lo sai che gli impiccati si piasciano addosso” e lei rideva perché sapeva che era il mio modo per dirle di non farlo. Quando era in fase cattiva invece stavo zitta e mi limitavo a piagnucolare, indecisa su cosa augurarmi, indecisa se odiarla o mettere a tacere la mia anima, metterla in letargo fino a quando sarebbe passata. Una o due settimane d’inferno, poi tra una dormita e l’altra sarebbe tutto pian piano tornato alla normalità. Cercare di dimenticare quello che succedeva diventava ogni volta più difficile, e ogni volta diventava più difficile tornare ad apprezzare le piccole cose, le cose belle, tornare ad apprezzare lei, non provare schifo, non provare odio. Tutto questo mi prendeva più tempo e il mio terrore era che fosse già troppo tardi per me, che sarei diventata come lei. Forse invece adesso ho qualche possibilità.
Al mio compagno ho fatto promettere che se mi succede mi farà curare, anche con la forza i primi tempi, perché non voglio essere l’incubo dei miei figli, non voglio essere la loro amata condanna.
Adesso c’è da chiamare tutti, amici, parenti. C’è da trovare qualcosa di nero che non sia scollato, indecente. Apro i cassetti, non ho molta fortuna. Di nero c’è una t-shirt con stampata Margot di Lupin III, poi una con la locandina del Chat Noir, qualche top, decisamente scollato. Fortuna, una vecchia maglietta nera, non troppo scollata, un po’ scolorita dal tempo, ma va bene. E i jeans. Non esageriamo col nero, che poi non ci crede nessuno, che sul suicidio ho sempre avuto le mie opinioni e le sanno tutti.
Lei l’ho già vestita, m’è toccato farlo da sola, perché papà al solito si è reso inutilizzabile, mia sorella non avrebbe fatto in tempo a venire dal paese, che io non mi ricordo mica in quanto tempo viene il rigor mortis, e c’è da legare la mascella e i piedi un po’ uniti. E poi, chissà quand’è che è morta in realtà, a quale ora della notte. A quale ora del mattino. Papà stava portando il caffè della mattina, quello solito, anche se di questi tempi non sapeva se sarebbe stato ben gradito o se la tazzina gli sarebbe volata addosso con tutto il caffè bollente. E invece niente. Chissà come si era accorto che non respirava. Chissà se lei sapeva che ieri sera speravo che morisse. Chissà se sapeva che non lo volevo sul serio. O forse si. O forse no.
Adesso c’è da chiamare tutti, amici, parenti. Chissà com’è che me ne sto seduta sul letto, con i vestiti accanto ancora da indossare, l’espressione morbida, indecisa fra l’affrontare il futuro libera da lei, e l’affrontare il futuro orfana di lei. Adesso si, è tutto nelle mie mani, la mia vita, adesso, è tutta nelle mie mani. E cosa dire ad amici e parenti? Mostrare disperazione perché non capirebbero che ha solo smesso di soffrire? Che voleva che io non ne soffrissi più? Ieri aveva sputato tutto il suo veleno su di me. E ora mi ritrovo a piangerla morta. Forse, forse, è stato solo un atto di egoismo.


(Alzata con Pugno si legge, soprattutto, qui)

5 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

mi commento da sola: ma sai che m'è venuto proprio bene questo? :P

Anonimo ha detto...

Non è bello commentarsi da soli...he he...ma hai proprio ragione.
Molto ben scritto.

martj ha detto...

è venuto pure troppo bene...

Anonimo ha detto...

good start

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny